Fez Club su Ondalternativa
C’è chi potrebbe definire i Figli di Madre Ignota come la risposta italiana ai tanto acclamati Gogol Bordello. Ma l’ensemble meneghino è attivo sulla scena già dagli ultimi anni ’90 ed la loro precedente fatica "Tamboo tamboo" ha riscosso moltissimi consensi, sia dalla critica che dal pubblico nei coinvolgenti live.
Difficile, anzi impossibile, etichettare il sound di Fez Club. Uno stile che è allo stesso tempo musica balcanica e non lo è; è rock anni '50 ma non del tutto; è musica d'autore ma nemmeno tanto, tuttavia una certezza c’è, indiscutibile: è musica che ti prende e ti trascina in un turbine danzereccio.
Su una voce a metà tra Vinicio Capossela e Tonino Carotone si alternano e si fondono alla perfezione rocksteady, suoni di matrice balcanica, klezmer, rumbe, polke e canzone d’autore.
Le liriche, come al solito, in un delicato equilibrio fra serietà e finzione strizzano l’occhio alla canzone d’autore più raffinata del nostro paese soffermandosi su mostri sacri come Carosone e Fred Buscaglione.
Il fiore all’occhiello della band rimane la sezioni fiati (che ribadisco essere tra le migliori nel panorama italiano) ed è in Fez Club arricchita dalla presenza di Roy Pacy nel pezzo scelto come primo singolo "Theme From Paradise", cover riarrangiata di una canzone utilizzata come colonna sonora del film "Paradise".
Da segnalare inoltre "Sadoman", pezzo registrato con collaborazione della band americana Circus Contraption, la surreale "Spaghetti Balkan" e l’arabeggiante "Fantapolitika".
Gettiamo in aria i fez leopardati e comiciamo a ballare!
Recensore: Paolo Stevanin
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